22 marzo 2010

Prefazione alla Comfort Zone

Qualche giorno fà ho incontrato per strada un vecchio amico di classe di quando frequentavo la scuola elementare.
Dopo esserci scambiati il comune piacere nel rivedersi dopo tanti anni, ho scoperto che la sua vita stà andando letteralmente a rotoli e lui ne è consapevole.
E' insoddisfatto sul lavoro, non ha possibilità di carriera come lui ardentemente desidera, in famiglia le relazioni sono ridotte a "Ciao!" "Ciao vado al lavoro!". Non vede amici per mancanza di tempo.
Si sente sempre arrabbiato e frustrato oltre che insoddisfatto e vittima del fato.
Gli ho chiesto se dovesse assegnare un punteggio da 0 a 10 al grado di soddisfazione  della sua attuale vita, mi ha risposto 3!

Sapete qual è la cosa che rende tutto questo incredibile?
Da anni si è talmente abituato a vivere in questa situazione che è diventato parte del suo modo normale di vivere.
Crede che questo è ciò che il destino a riservato per lui in questa vita!

Gli ho offerto il mio aiuto!
Sapete che ha fatto?
Mi ha ringraziato ma ha detto che per il momento stà bene così!

Ho riflettuto molto su come fosse un esempio lampante di incapacità di uscire dalla Zona di Comfort.
Nonostante tutto il dolore che prova, continua a non fare nulla per.............................................................Vi chiedo quante persone come lui sono disposte a vedersi affondare, essere rimaste senza più fiato per respirare e nonostante tutta la consapevolezza di questo, evitare di prendere in mano la propria vita per tornare a Vivere?

Qual'è la relazione tra dolore/piacere e Zona di comfort?
Questo è ciò di cui parleremo nel prossimo post.

Clicca e leggi "Che cosa è la zona di Comfort!"


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