5 agosto 2012

Le affermazioni positive........... e "Il Codice Segreto del Successo"


Alla fine del 2010 ho avuto il piacere di leggere "Il Codice del Successo" di Noah St.John, un libro molto carino in cui l'autore esprime una sua personale visione sulle affermazioni positive che vengono molto utilizzate nel campo della motivazione personale e in genere nei percorsi di self help e descrive dettagliatamente il perchè esse sono un limite e come siano contrarie al fisiologico modo di processare le informazioni del nostro cervello.

Aggiungo che se ci pensi bene e vai davanti allo specchio e inizi a dirti a voce alta " Sono ricco! Sono ricco! Sono ricco!" cercando di convincere quelle parti di te che non ci credono perchè vedono il tuo conto in banca in rosso, il mutuo da pagare e il lavoro che scarseggia...........la tua mente subconscia viene a galla con tutta la sua forza e ti fa sentire la vocina interiore che tu interpreti come tuoi pensieri che ti dice:" siiiiiiii........e quanto sei scemo!!?!??!!??!?  Sei così ricco che l'altro giorno hai dovuto rinunciare ad acquistare............!!!!!".
Ti è mai capitato di fare affermazioni e sentire dentro di te la vocina che metteva in dubbio quello che avevi appena affermato?
E riguardo all'esempio sopra potrebbe continuare: " Sei così ricco che hai cercato per 1 settimana come fare per trovare l'assicurazione auto che costasse meno e ti permettesse di dilazionare il pagamento in più trance!".

Questi contro messaggi che ci invia la mente subconscia "smontano" immediatamente la tesi o il desiderio positivo che si stava affermando attraverso l'affermazione positiva.

Nel libro, Noah fornisce anche la soluzione.
Qual'è questo segreto?
Il cervello risponde sempre alle domande quindi crea risposte ossia affermazioni in relazione ad un input precedente.
Se siamo noi a fornirgli direttamente la risposta lui non comprende e ci crea un'altra domanda che solitamente serve a verificare se quella risposta è vera o falsa.
Questa domanda che lui crea, solitamente distrugge l'ondata di fiducia nell'impatto della nostra affermazione positiva o potenziante che ci porta poi di contro a sentirci ridicoli, non confidenti in noi stessi, stupidi rispetto a ciò che stiamo facendo e così via.
Il secondo ingrediente che dovrebbe sempre esserci nelle domande che ci facciamo, è la presupposizione.


Il libro è molto carino, si legge bene e a me ha dato una svolta nel comprendere e capire certi passaggi.
Se sei interessato questo è il link dal quale leggere info e acquistarlo.

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